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Da Dego a Genova: gli studenti ridisegnano la bottiglia dagli stampi dismessi di Verallia

Al Complesso conventuale di Santa Maria di Castello si terrà oggi, 3 giugno, la premiazione dei progetti realizzati nell’ambito di RE-STAMPI, workshop del Dipartimento Architettura e Design dell’Università di Genova (DAD – UniGe), parte della quinta edizione del progetto Caterina Sambin Vetro & Ceramica. Il punto di partenza è concreto e insolito: gli stampi industriali dismessi della vetreria Verallia di Dego, usati per produrre bottiglie in serie. Gli studenti del DAD li hanno reinterpretati per ripensare la bottiglia domestica — decanter, contenitori da tavola, oggetti d’uso — trasformando uno stampo da fabbrica in occasione di ricerca progettuale.

Il filo conduttore è il design di territorio: ogni progetto porta con sé riferimenti alla Liguria, al suo paesaggio, alla sua architettura, alla memoria produttiva locale. Una bottiglia non solo funzionale, ma riconoscibile come forma e come racconto. Dopo la premiazione aprirà la mostra “Re-stampi e Segni Condivisi”, visitabile fino al 7 giugno. Il workshop è curato da Niccolò Casiddu, Francesco Burlando, Luca Parodi, Chiara Garofalo e Davide Nicolini (UniGe), con Fabio Filiberti (Presidente ADI Liguria) e Laura Busti.

“La produzione di due bottiglie da parte di Verallia, per un totale di tre progetti premiati e una menzione speciale: questi risultati ci permettono di considerare questa V edizione del progetto  un successo molto significativo” ha voluto sottolineare Caterina Sambin. “I veri protagonisti sono stati gli studenti, insieme al percorso formativo costruito con il contributo dei docenti e dei dottorandi del DAD che ringrazio sentitamente. È proprio questa sinergia tra formazione e progetto che dà valore all’iniziativa. Il progetto si struttura come uno strumento di valorizzazione dei distretti produttivi del territorio, mettendo al centro la crescita e la visibilità delle nuove generazioni. Credo che i risultati raggiunti restituiscano pienamente il senso del lavoro condiviso” ha concluso l’imprenditrice, presidente di Unione Industriali della Provincia di Savona.

“Il progetto Re-stampi rappresenta un esempio particolarmente significativo di come la didattica del design possa trasformarsi in esperienza di ricerca applicata, capace di mettere in dialogo studenti, imprese e territorio”, ha commentato il professor Niccolò Casiddu, docente ordinario del DAD. “Lavorare su stampi industriali dismessi significa confrontarsi con la dimensione concreta della produzione, ma anche con la sua memoria materiale e con le sue possibilità di trasformazione. Il workshop diventa un dispositivo formativo, in cui il design agisce come strumento di lettura e
rigenerazione del territorio, rafforzando il legame tra università e distretto produttivo” ha concluso Casiddu.

Il progetto Caterina Sambin Vetro & Ceramica nasce dalla volontà dell’imprenditrice valbormidese Caterina Sambin di contribuire alla valorizzazione del legame tra tradizione e innovazione nel design e nella produzione industriale. Pensato e gestito da Fabio Filiberti, designer e presidente di ADI Liguria, responsabile di tutte le fasi progettuali insieme ai docenti e coordinatore delle fasi produttive, e da Laura Busti, consulente per la comunicazione, il progetto, avviato nel 2021 con una classe quarta del Liceo Artistico Chiabrera Martini di Savona, è nato dal desiderio di  Caterina Sambin di coniugare l’esperienza imprenditoriale con la passione per il design e la ricerca di soluzioni innovative e creative, si propone di offrire ai giovani del territorio un’opportunità concreta per esprimere la propria creatività e capacità progettuale, rafforzando il legame con i materiali e il saper fare locale.

Grazie al  dialogo tra istituzioni culturali, scuole, università e imprese, il progetto unisce didattica e ricerca, mettendo in relazione giovani designer e realtà produttive del territorio per esplorare nuove forme di continuità tra tradizione, innovazione e cultura materiale Vetro e ceramica sono i materiali che più di altri raccontano il rapporto profondo tra natura, tecnica e identità. Il progetto si propone di trasmettere questa consapevolezza alle nuove generazioni, restituendo ai materiali il ruolo di veicoli di cultura, di memoria e di progettualità. Il progetto ha ottenuto il patrocinio di ADI – Associazione per il Disegno Industriale, la più antica associazione mondiale dedicata alla cultura del design. Il riconoscimento sottolinea l’importanza dell’iniziativa nel promuovere una cultura progettuale che coniuga tradizione, innovazione e sostenibilità, valori fondamentali del Made in Italy.

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