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Caro gasolio, la proposta Uisv: “Sgravi e taglio accise per autotrasporto”

“Preso atto che il taglio generalizzato delle accise sul carburante non è sostenibile, chiediamo un intervento mirato per gli autotrasportatori, con una misura di impatto diretto e che possa avere effetti immediati, non mediante meccanismi di successivo recupero e compensazione caratterizzati da tempistiche che mettono di fatto a rischio la sopravvivenza delle nostre imprese”.

Lo afferma Angelo Berlangieri, presidente dell’Unione Industriali di Savona, in riferimento alla questione, ormai prolungata e non più rinviabile, legata al caro carburante.

Un vero e proprio tornado economico che continua ad abbattersi, quotidianamente, sui costi del traffico su gomma di merci (trasporto in conto proprio e in conto terzi) e su quello di persone (Tpl): un intero settore a rischio per un comparto strategico in tutto il sistema Paese.

Non intervenire con urgenza – secondo i vertici dell’Unione Industriali di Savona – significherebbe incidere sulla movimentazione in entrata e uscita di tutte le merci utilizzate nei cicli produttivi, aumentare potenzialmente la spinta inflazionistica e creare difficoltà e tensioni nel trasporto pubblico locale (sofferenza dei bilanci delle aziende pubbliche di trasporto e/o aumenti dei costi dei titoli di viaggio per gli utenti).

Da qui il focus su più fattori (sintetizzati da alcuni link sottostanti della recente rassegna stampa): da quello più pesante relativo al costo del gasolio, con l’impennata d’inizio anno favorita dalla mancata conferma del taglio delle accise, agli extra costi sul pedaggio autostradale, con l’assurdità delle tratte liguri considerata la situazione di percorribilità, fino alla gestione burocratico – amministrativa delle patenti speciali rispetto agli altri paesi Ue.

“Onde evitare che il protrarsi della situazione generi tensioni di rischio per la sopravvivenza delle imprese di trasporto, con ricadute negative su tutta l’economia italiana, la nostra proposta mira a uno sgravio delle accise per l’autotrasporto. La cosa risulta possibile tecnicamente perché le pompe da cui gli autotrasportatori si approvvigionano sono diverse da quelle degli altri utenti. Un provvedimento fondamentale per riportare il costo del carburante a livelli sostenibili per le imprese” conclude Berlangieri.

Una visione sostenuta e amplificata sul fronte del trasporto pubblico da Agnese Bellini, presidente sezione trasporti Uisv e membro del cda Tpl Linea: “I nostri autobus consumano 3 milioni di litri di gasolio l’anno, di cui circa 2 milioni e 700 mila litri interni – ovvero con rifornimento presso le nostre cisterne aziendali – ed i restanti 300 mila litri esterni, ovvero direttamente alla pompa presso i distributori.

Il costo del carburante è passato da una media di 1,13 euro al litro nel corso del 2021 – con incrementi consistenti già a partire dalla fine dello stesso anno – ad una media di 1,41 euro al litro nel corso del 2022 (costi, tutti, espressi al netto dell’Iva). L’incremento dei costi del carburante registrato dal 2021 al 2022 è stato, quindi, pari al 25%, tradotti in circa 800 mila euro di costi ulteriori per la nostra azienda”.

A confermare la preoccupazione, il giudizio di Roberto Pensiero, vice presidente della sezione trasporto Uisv:

“L’embargo all’importazione di prodotti petroliferi dalla Russia, effettuata dall’Unione Europea, avviene nel momento più delicato e difficile della nostra economia. Se le scorte accumulate, per effetto del meccanismo del price cap, non riusciranno a garantire il contenimento dei costi, per le imprese di autotrasporti, è facile prevedere un’ulteriore mazzata finanziaria. Per questo motivo, non c’è più tempo da parte del governo sul contrasto alle speculazioni e sulla modifica urgente delle disposizioni di legge sulla clausola gasolio, nonché, su quella relativa ai tempi di pagamento. La conseguenza finale, per le imprese di logistica savonesi, che già stanno combattendo con un isolamento stradale, non rimarrà altro che spegnere i motori”.

Corrado Ivaldi, vice presidente sezione ambiente Uisv, pone l’accento sugli aspetti più gravi per il comparto privato:

“E’ stato ripristinato lo sgravio di 0,214 centesimi che su un prezzo al litro di 1,9 non ha alcun senso. A tutto questo, per il comparto dell’autotrasporto, si sommano i rincari autostradali che, per chi opera a Ponente, complice il cantiere di Arenzano, hanno provocato la rinuncia a operazioni con il Porto di Genova. La tariffa del tunnel del Frejus è aumentata del 7,5% rispetto allo scorso anno, molto meno sul versante francese. Inoltre, ci sono due argomenti passati sotto silenzio. Il primo è legato ai pesanti disagi delle revisioni con la presenza di un solo ingegnere per la provincia di Savona e il conseguente obbligo a tenere fermi i nostro mezzi in attesa della revisione. In seconda battuta, i tempi infiniti per acquisire le patenti di guida che, sommati ai costi, impongono la rinuncia per molti giovani. Sul fronte del trasporto rifiuti speciali, poi, in Italia, occorrono 9 mesi per raggiungere l’idoneità. Svizzera e Slovenia impiegano un corso di un fine settimana”.

A concludere una visione imprenditoriale di grande preoccupazione è Elisa Vernazza, responsabile logistica di Vernazza Autogru:

“Come autotrasportatori e società di sollevamento, a causa dei continui aumenti dei costi, essenziali per poter offrire i servizi richiesti dalla nostra clientela, chiediamo di attuare soluzioni lungimiranti e definitive per evitare di penalizzare il consumatore finale. Molto spesso i servizi vengono annullati a causa degli alti costi che il cliente non riesce ad ammortizzare sulla commessa. Abbiamo bisogno di risposte immediate e concrete”.

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