Un appello alle istituzioni europee e nazionali per chiedere regole chiare, tempi certi e prevedibilità nelle scelte sui grandi accordi commerciali internazionali. A lanciarlo è il Comitato Regionale Ligure Giovani Imprenditori di Confindustria Liguria attraverso una lettera aperta che pone al centro il tema dell’incertezza normativa e delle ricadute concrete sul sistema produttivo, con particolare riferimento al recente dibattito sull’accordo UE‑Mercosur. Si tratta nello specifico dell’intesa commerciale tra Unione europea e i Paesi sudamericani del Mercosur volta a ridurre dazi e barriere commerciali e a rafforzare gli scambi internazionali.
L’iniziativa di sensibilizzazione, che nasce in Liguria, punta a raccogliere adesioni nel mondo imprenditoriale per trasformare la presa di posizione in una voce condivisa del sistema industriale. Secondo Fabiano Gollo, presidente del Comitato Regionale Ligure Giovani Imprenditori, il nodo principale non è la valutazione politica del singolo accordo, ma la necessità di garantire stabilità a chi investe e pianifica nel lungo periodo. “Non si tratta di essere favorevoli o contrari a un singolo accordo commerciale – sottolinea Gollo – ma di ribadire che le imprese hanno bisogno di tempi certi e regole prevedibili per poter decidere e programmare il futuro. È una presa di consapevolezza che parte dalla Liguria ma che vuole coinvolgere e raccogliere adesioni dall’intero sistema industriale”.
Nel documento i giovani industriali evidenziano come la Liguria, per la sua vocazione logistica e manifatturiera e per la forte proiezione internazionale delle imprese, risenta in modo diretto dei ritardi decisionali e delle incertezze regolatorie. Ogni fase di stallo – si legge – si traduce in investimenti rinviati, strategie industriali rallentate e maggiore difficoltà per le nuove generazioni imprenditoriali ad assumersi rischi di lungo periodo. La lettera richiama inoltre il ruolo delle imprese come pilastri dell’ecosistema economico e sottolinea come un quadro normativo poco definito finisca per penalizzare competitività, occupazione e capacità di innovazione. “Chiediamo prevedibilità, non trattamenti di favore – aggiunge Fabiano Gollo – perché senza un quadro chiaro diventa sempre più complesso fare impresa e assumersi responsabilità verso lavoratori e territori”.
Da qui la richiesta alle istituzioni di “definire rapidamente cornici regolatorie stabili e processi decisionali trasparenti sui dossier commerciali internazionali. L’obiettivo- conclude Gollo -, è aprire un confronto ampio con associazioni e imprese per arrivare a una posizione condivisa che rafforzi la competitività del sistema produttivo e dia certezze a chi investe sul futuro”.