A un anno dalla scomparsa di Cristoforo Canavese, le Istituzioni del territorio e l’intera comunità marittimo-portuale savonese si sono riunite per ricordarne la figura e il contributo allo sviluppo dello scalo. Alla commemorazione hanno preso parte l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, l’assessore regionale Paolo Ripamonti, i sindaci del territorio, la Provincia di Savona, la Capitaneria di Porto, rappresentanti delle associazioni di categoria, operatori portuali ed esponenti del sistema economico locale, a testimonianza di un riconoscimento condiviso per il ruolo svolto negli anni nella crescita del porto.
Al Palacrociere di Savona è stata celebrata una Santa Messa in sua memoria, officiata dal Vicario Generale don Camillo Podda con il diacono Salvatore D’Angelo. La partecipazione è stata ampia e trasversale, con la presenza delle principali espressioni istituzionali del territorio, parlamentari e vertici di enti e imprese legate allo scalo. Nel corso della cerimonia è stata scoperta la targa commemorativa a lui dedicata presso il Palacrociere, scelta non casuale in quanto luogo simbolo di una delle intuizioni strategiche che hanno segnato il suo mandato. Un gesto sobrio, destinato a durare, con cui la comunità cittadina e portuale ha voluto fissare nel tempo il ricordo di una figura che ha inciso in modo significativo nella trasformazione infrastrutturale ed economica del territorio.
Queste le parole della presidente dell’Unione industriali della Provincia di Savona Caterina Sambin: “Il cambiamento nasce dalla testimonianza e non dall’imposizione: è questo il tratto che ha definito l’azione di Rino Canavese, capace di incarnare con competenza, rigore e onestà la propria visione. Non ha mai imposto idee, ma le ha trasformate con determinazione silenziosa in risultati concreti. Il porto di Savona e Vado, oggi moderno e integrato nei mercati internazionali, è anche frutto della sua lungimiranza. Ha creduto nello sviluppo crocieristico quando era una scommessa e ha sostenuto infrastrutture strategiche decisive. Ha promosso un modello intermodale e competitivo, diventato punto di riferimento nel Mediterraneo. Il suo metodo si fondava su responsabilità, alleanze tra pubblico e privato e una chiara idea di futuro. A un anno dalla scomparsa, resta un’eredità concreta: investire, innovare e collaborare per un porto inteso come comunità, lavoro e futuro”.
Ingegnere civile idraulico con specializzazione in costruzioni marittime, entrato nel 1976 nell’Ente Autonomo del Porto di Savona, Canavese ha accompagnato per oltre due decenni l’evoluzione dello scalo, fino alla Presidenza dell’Autorità Portuale di Savona dal 2004 al 2012. In seguito ha fatto parte del Comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, contribuendo alla fase di integrazione del sistema.
Tra le direttrici principali del suo operato si collocano lo sviluppo del traffico crocieristico, con la realizzazione del terminal che ha ridefinito il rapporto tra porto e città, e l’impostazione della Piattaforma multipurpose di Vado Ligure, progetto fondato su un significativo apporto di capitali privati e oggi tra le infrastrutture container più avanzate del Mediterraneo. Ha inoltre sostenuto con determinazione l’intermodalità ferroviaria quale fattore strutturale di competitività, promuovendo un modello integrato tra banchine e retroporto. Accanto alla dimensione pubblica, la cerimonia ha visto la presenza dei familiari – la moglie Franca, il figlio Luca con la nuora e la piccola Meiko – e di numerosi colleghi che con lui hanno condiviso anni di lavoro e responsabilità.